NATURA

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Obsessed by Nature: al centro della nostra crescita ci sono la tutela della biodiversità e la difesa della sostenibilità.

L’ampia estensione dell’azienda, che comprende 90 ettari di bosco, unita alla conduzione interamente biologica, rende Col d’Orcia un rifugio per la biodiversità, dove trovano protezione le molteplici forme di vita che arricchiscono la fertilità del suolo.

Le pratiche in vigna

Dal 2010 la tenuta è gestita esclusivamente con pratiche di agricoltura biologica e lavorazioni artigianali nel vigneto.

La gestione dei 150 ettari vitati segue i principi della viticoltura biologica, attingendo alle pratiche della biodinamica. Il compost è prodotto in azienda, da letame e materiale organico, dagli scarti delle potature alle foglie. Utilizziamo preparati biodinamici a supporto alla fisiologia della vite, e la tecnica di pacciamatura, per trattenere l'umidità del suolo e favorire la vita microbica. Fondamentale per gestire gli effetti della luce solare e delle alte temperature è la gestione della chioma, mentre il carpeting è la risposta alla necessità di conservare l’umidità e prevenire l’erosione dei suoli.

OASI BIOLOGICA

Qui tutto concorre alla creazione di un habitat in cui ogni forma di vita è in perfetto equilibrio con le altre.

Col d'Orcia ha creato la propria riserva idrica naturale alimentata esclusivamente ad acque meteoriche che è parte attiva della creazione di un microclima da cui traggono beneficio molti degli animali che vivono nella nostra oasi: insetti, anfibi, rettili ed uccelli, al centro di un censimento, nel 2025, che ha rilevato la presenza di ben 9 specie di interesse conservazionistico. Una vitalità che ritroviamo nei suoli, ed anche il bosco ha un ruolo importante nell’equilibrio aziendale: ricco di piante indigene - lecci, querce, corbezzoli, ginepro – è l’habitat naturale per la fauna che popola la Macchia Mediterranea e, catturando grandi quantità di CO2, funziona da barriera naturale con l’esterno.

POLICULTURA

Oltre alla viticoltura, l’ecosistema Col d’Orcia abbraccia le filiere di olivicoltura, seminativi, piante da frutto e miele.

Col d’Orcia è il regno della policoltura che, emulando un ecosistema naturale, aumenta la resilienza agricola, aiutando a controllare parassiti ed erbe infestanti. è un approccio agronomico basato sulla coltivazione simultanea di più specie, che si contrappone naturalmente alla monocoltura: vite, olivo, seminativi – cereali, leguminose, graminacee – e piante da frutto raccontano tutta la ricchezza varietale della Val d’Orcia. Con infiorescenze diverse in ogni stagione, trovano rifugio gli insetti impollinatori, come le api, a cui sono dedicate delle colture e sovesci appositi, come la facelia ed il trifoglio alessandrino.

TERRITORIO

Porta di accesso alla Val d’Orcia, sulla collina di Sant’Angelo, stretta tra il Monte Amiata e il Mar Tirreno.

La tenuta si estende in un corpo unico di 520 ettari, sul versante sud del Comune di Montalcino, tra i 200 ed i 450 metri sul livello del mare della collina di Sant’Angelo, una zona particolarmente favorevole per l’esposizione solare e la protezione dalle temperature più rigide del vicino Monte Amiata. Il clima Mediterraneo, e la prossimità al Mar Tirreno, consentono una maturazione graduale e completa delle uve, mentre la particolare composizione del suolo, e l’esposizione dei vigneti conferiscono al Brunello caratteristiche uniche in termini di struttura ed eleganza.

bilancio di sostenibilità

Col d'Orcia attribuisce un valore apicale all’ambiente naturale in cui opera, il cui rispetto è al centro di ogni decisione. Qui raccontiamo le nostre pratiche ed i risultati raggiunti anno dopo anno.