
La combinazione di vigneti, seminativi, boschi, prati, ecotoni e alberi isolati crea un mosaico ambientale che rende Col d’Orcia un vero e proprio rifugio per l’avifauna. Inoltre, la conduzione biologica si conferma una grande risorsa per la biodiversità, e la gestione dei seminativi permette la nidificazione di specie in difficoltà in Italia ed in Europa. Un patrimonio da tutelare e monitorare, grazie al lavoro di ricerca del Dottore Forestale Luca Mamprin, responsabile della Riserva Naturale LIPU di Ca’ Roman, con cui nel 2025 abbiamo portato avanti la prima campagna di rilievi ornitologici sui nidificanti dell’azienda, e la prima indagine conoscitiva dei chirotteri in attività trofica.
Nel complesso della campagna di monitoraggio sono state rilevate 70 specie di uccelli, di cui 67 considerate nidificanti all’interno dei 10 punti interni all’azienda. Il numero totale di individui nidificanti censiti entro 100 m dai punti è pari a 669, di cui 575 attribuibili ai punti interni all’azienda (media 58 individui per punto) e 95 ai tre punti esterni (media 32 individui per punto).
Tra tutte le specie osservate, 9 risultano di un qualche interesse conservazionistico. Un caso particolare è rivestito dal verdone Carduelis chloris che risultava in categoria LC (Last Concern, minor preoccupazione) nel Farmland Bird Index, curato in Italia da LIPU per Bird life international nel 2013, e ora il suo stato di conservazione è passato alla categoria VU (Vulnerabile) nell’ultimo aggiornamento del 2022. Il nibbio reale in Italia è stabilmente considerato VU.
I valori più elevati di ricchezza specifica e abbondanza di individui si osservano in corrispondenza dei punti con maggiore complessità strutturale ed ecotonale (es. presenza congiunta di vigneto, alberi isolati, elementi lineari arbustivi e piccoli invasi).